Accompagnamento 2026, come cambiano importi, ricoveri e day hospital

Indennità di accompagnamento 2026: quadro aggiornato e criteri sanitari
Nel 2026 l’indennità di accompagnamento conferma l’impianto normativo degli ultimi anni, con un leggero incremento dell’importo ma nessuna modifica ai requisiti di accesso. La misura resta rivolta a chi presenta una condizione di invalidità civile totale e una marcata non autosufficienza, accertata attraverso le commissioni medico–legali competenti.
L’obiettivo rimane quello di sostenere economicamente le persone che necessitano di assistenza continua nelle attività essenziali della vita quotidiana o che non sono in grado di deambulare autonomamente. Il carattere strutturale della prestazione e l’assenza di vincoli reddituali confermano il ruolo dell’accompagnamento come pilastro del sistema assistenziale italiano per le situazioni di maggiore gravità.
Nel valutare l’accesso al beneficio nel 2026, è quindi decisivo comprendere la portata dei requisiti sanitari e il loro collegamento con la nozione di non autosufficienza riconosciuta dall’ordinamento.
Invalidità civile al 100 e non autosufficienza
Per avere diritto all’accompagnamento è indispensabile che la commissione medico–legale riconosca un’invalidità civile totale, pari al 100. A questo requisito deve sommarsi l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza un supporto continuo. Non è sufficiente una menomazione parziale o temporanea: la condizione deve essere stabile e tale da compromettere in modo profondo l’autonomia personale.
La valutazione clinica considera il quadro complessivo: patologie, esiti invalidanti, capacità residue e bisogno effettivo di assistenza costante. Proprio per questo l’accompagnamento non viene riconosciuto per difficoltà lievi o circoscritte, ma solo quando la persona dipende in modo strutturale dall’aiuto di terzi nella gestione della propria vita quotidiana.
Perché l’accompagnamento non è un contributo generico
L’indennità non è pensata come sussidio indistinto, ma come risposta a una specifica situazione di non autosufficienza. La normativa collega il diritto alla prestazione alla perdita sostanziale dell’autonomia, non alla sola presenza di una diagnosi o di percentuali di invalidità inferiori al 100. In questo senso l’accompagnamento si distingue da altre misure assistenziali, perché interviene solo quando la persona non può camminare senza aiuto o non riesce a gestire da sola le funzioni fondamentali della vita quotidiana.


Questa impostazione selettiva consente di concentrare le risorse pubbliche sui casi più gravi, in cui il bisogno di assistenza continuativa genera costi elevati per la famiglia, anche in presenza di altri redditi.
Requisiti amministrativi e assenza di limiti di reddito
Sul piano amministrativo, nel 2026 restano confermate le condizioni di base: residenza stabile sul territorio nazionale e regolarità del titolo di soggiorno o della cittadinanza. L’indennità di accompagnamento continua a configurarsi come prestazione assistenziale universale in presenza di non autosufficienza, indipendente dall’età e dal livello di reddito individuale o familiare.
Questa caratteristica ha un impatto rilevante nella pianificazione economica delle famiglie, che possono contare su un importo certo, rivalutato ogni anno in base all’inflazione, senza il rischio di perdere il beneficio per superamento di soglie ISEE. Il controllo si concentra quindi sulla sussistenza dei requisiti sanitari e sulla permanenza della residenza in Italia.
Residenza, cittadinanza e titoli equiparati
L’accesso alla prestazione richiede che la persona abbia residenza stabile in Italia. Dal punto di vista soggettivo, il diritto spetta ai cittadini italiani e a chi è in possesso di un titolo equiparato, come ad esempio il permesso di soggiorno di durata annuale per i cittadini extra UE. La verifica di questi elementi è affidata all’INPS e agli enti competenti al momento della domanda e nei controlli successivi.
La mancanza o la perdita dei requisiti di residenza o del titolo di soggiorno può comportare la sospensione o la revoca dell’indennità, anche in presenza di invalidità totale riconosciuta. Per questo è essenziale mantenere la propria posizione amministrativa sempre aggiornata.
Nessun vincolo reddituale e rapporto con altre prestazioni
A differenza di molte misure di welfare, l’accompagnamento non è condizionato al reddito e non prevede soglie ISEE: l’importo è dovuto anche a chi dispone di entrate proprie o familiari elevate. La logica è che il bisogno di assistenza continua genera costi strutturali che non vengono automaticamente assorbiti dalla capacità economica del nucleo.
Nel 2026 resta confermato che l’indennità può coesistere con altre prestazioni, salvo specifiche incompatibilità. Per chi percepisce il cosiddetto bonus anziani, la disciplina prevede una forma di assorbimento: in pratica, il trattamento complessivo tiene conto della presenza dell’accompagnamento, evitando duplicazioni per la stessa finalità assistenziale.
Importo 2026, ricovero gratuito e day hospital
Per il 2026 l’indennità di accompagnamento viene rivalutata in base all’andamento dell’inflazione, con un aumento di circa 10 euro al mese rispetto all’anno precedente. L’importo mensile passa da 542,02 euro nel 2025 a 552,57 euro, confermando il ruolo della prestazione come contributo stabile per affrontare i costi dell’assistenza quotidiana.
Accanto all’adeguamento economico, rimangono centrali le regole sul ricovero in strutture pubbliche o convenzionate, che possono incidere sul diritto al beneficio quando il mantenimento è interamente a carico di un ente pubblico. Diversa è invece la disciplina per il day hospital, che non comporta di per sé la perdita dell’indennità.
Nuovo importo mensile e significato della rivalutazione
Nel 2026 l’accompagnamento raggiunge 552,57 euro al mese, grazie alla consueta rivalutazione collegata all’indice dei prezzi. L’aumento, seppur contenuto, tutela in parte il potere d’acquisto dei beneficiari rispetto al caro vita, in un contesto di spese crescenti per assistenza domiciliare, supporto privato o adeguamenti dell’abitazione. L’importo resta erogato per dodici mensilità, senza tredicesima, e non è soggetto a imposizione fiscale.
Il meccanismo di adeguamento automatico consolida la funzione dell’indennità come sostegno strutturale, ancorandola all’evoluzione dei prezzi e garantendo una minima protezione dall’erosione inflazionistica nel medio periodo.
Ricovero gratuito, eccezioni e day hospital
La normativa conferma che gli invalidi ricoverati gratuitamente in istituti di degenza o strutture riabilitative non hanno diritto all’indennità di accompagnamento, quando la retta e il mantenimento sono totalmente a carico di un ente pubblico. In questo caso si ritiene che il bisogno di assistenza e il relativo onere economico siano integralmente coperti dal sistema sanitario o assistenziale.
Se invece la Pubblica Amministrazione copre solo una parte della retta, non si configura un vero ricovero gratuito e la prestazione può continuare a essere corrisposta. Il day hospital, essendo trattamento a tempo parziale senza mantenimento continuativo, non è equiparato al ricovero e non comporta la sospensione dell’accompagnamento.
FAQ
Chi ha diritto all’indennità di accompagnamento nel 2026
Hanno diritto le persone con invalidità civile riconosciuta al 100 e che non possono deambulare senza aiuto oppure non riescono a svolgere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua, oltre ai requisiti di residenza e cittadinanza o titolo equiparato.
Qual è l’importo dell’accompagnamento nel 2026
Nel 2026 l’indennità di accompagnamento è pari a 552,57 euro mensili, a seguito della rivalutazione annuale basata sull’inflazione. L’importo è fisso e non varia in funzione del reddito o dell’età del beneficiario.
L’accompagnamento è legato al reddito o all’ISEE
No, l’indennità di accompagnamento non prevede limiti di reddito né soglie ISEE. Il diritto dipende esclusivamente dai requisiti sanitari e amministrativi, non dalla situazione economica del beneficiario o della sua famiglia.
Cosa si intende per ricovero gratuito ai fini dell’accompagnamento
Per ricovero gratuito si intende la degenza in struttura in cui la retta e il mantenimento sono interamente a carico di un ente pubblico. In questa situazione l’indennità di accompagnamento non è dovuta, perché l’assistenza è totalmente garantita dal sistema pubblico.
Il day hospital fa perdere il diritto all’indennità
No, il trattamento in day hospital non è equiparato al ricovero gratuito. La frequenza di un day hospital, anche se ripetuta, non comporta automaticamente la sospensione o la revoca dell’indennità di accompagnamento.
Posso ricevere l’accompagnamento se ho il permesso di soggiorno
Sì, se si risiede stabilmente in Italia e si dispone di un titolo equiparato alla cittadinanza, come il permesso di soggiorno di almeno un anno per cittadini extra UE, è possibile accedere all’indennità, a parità di requisiti sanitari.
Cosa accade all’indennità in caso di ricovero parzialmente a carico del pubblico
Se la Pubblica Amministrazione copre solo una parte della retta, non si configura un ricovero pienamente gratuito. In questi casi, salvo diverse valutazioni dell’INPS, l’indennità di accompagnamento può continuare a essere erogata.
Dove posso verificare le informazioni ufficiali sull’accompagnamento 2026
Le informazioni ufficiali su requisiti, importi e regole di erogazione dell’indennità di accompagnamento 2026 sono reperibili nei documenti e nelle circolari dell’INPS e negli approfondimenti di siti specializzati come InvestireOggi, fonte del testo di partenza analizzato.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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