Accademia della Crusca critica Sanremo e incorona Elettra regina del pop

Sanremo 2026, i testi sotto esame dell’Accademia della Crusca
A pochi giorni dall’inizio di Sanremo 2026, il linguista Lorenzo Coveri, membro dell’Accademia della Crusca, ha analizzato per il Corriere i testi delle canzoni in gara. Il verdetto complessivo, riferito al Festival diretto da Carlo Conti, è prudente: qualità “nella media”, senza brani che spicchino davvero. Dove? Nel confronto con le passate edizioni del Festival e con la tradizione del cantautorato italiano. Quando? Nelle settimane immediatamente precedenti alla kermesse 2026. Perché? Per misurare lo stato di salute dell’italiano nella musica popolare e il rapporto tra Sanremo, lingua e immaginario collettivo.
In sintesi:
- L’Accademia della Crusca giudica i testi di Sanremo 2026 complessivamente “moderati” e senza picchi autoriali.
- Dargen D’Amico ed Ermal Meta sono indicati come i più interessanti sul piano tematico.
- Amore quasi sempre tossico o problematico, poche canzoni guardano alla realtà esterna.
- Sorpresa positiva per Elettra Lamborghini, definita “la più pop di tutti” in senso positivo.
I criteri di giudizio della Crusca sui testi di Sanremo 2026
Lorenzo Coveri parla di un Festival “moderato”, che “non colpisce né in bene né in male”, in linea con la “prudenza tipica di Carlo Conti”.
Secondo il linguista, mancano vere canzoni d’autore capaci di emergere con forza narrativa o poetica. Fra i pochi testi valutati con interesse emergono Dargen D’Amico ed Ermal Meta, citati come gli unici a guardare “un po’ al di là dei classici problemi di coppia”. “L’unico che esce dalla bolla è Ermal Meta. A parte lui, gli altri non si guardano intorno”, sottolinea Coveri, evidenziando l’assenza di temi sociali o civili strutturati.
Vicini alla sufficienza, secondo la sua analisi, anche Fulminacci, Enrico Nigiotti e Tredici Pietro: “A Fulminacci gli ho messo un punto esclamativo accanto. Nulla di clamoroso ma, in questo Sanremo, è tra quelle che naviga più sul dignitoso di altre. Da Nigiotti mi aspettavo di più, Tredici Pietro invece è vicino alla sufficienza”. L’amore resta il tema dominante, ma spesso declinato soprattutto in relazioni tossiche o conflittuali, con pochissimi accenni ad amori felici.
La sorpresa Elettra Lamborghini e il segnale sul linguaggio
Tra le note inattese, l’analisi di Lorenzo Coveri rivaluta in parte Elettra Lamborghini. Il suo omaggio a Raffaella Carrà con il verso “viva viva la Carrà” viene letto come un efficace gioco pop: “Molto disinvolta, sbarazzina, con tanti giochi, elementi pop, la Carrà. È la più pop di tutti. Anche in senso buono. La metterei ai margini della sufficienza”.
Un altro elemento che distingue Sanremo 2026, rispetto allo scorso anno, è la drastica riduzione delle volgarità nei testi. Coveri parla di parolacce “poche” rispetto a quelle “tantissime” dell’edizione precedente, arrivando a quantificare: “C’è un S, due F e poco altro”. Un segnale di normalizzazione linguistica che, pur non innalzando automaticamente il livello autoriale, suggerisce una maggiore attenzione al registro espressivo in un contesto generalista come il Festival.
Sul medio periodo, questa prudenza potrebbe aprire un dibattito tra industria musicale, autori e Rai: preferire canzoni linguisticamente più controllate ma tematicamente ripetitive, o correre il rischio di testi più sperimentali e divisivi?
FAQ
Cosa ha detto l’Accademia della Crusca su Sanremo 2026?
La valutazione è stata complessivamente tiepida: testi giudicati “moderati”, senza brani davvero memorabili o innovativi sul piano autoriale e tematico.
Quali cantanti hanno ricevuto i giudizi migliori dalla Crusca?
Sono stati apprezzati soprattutto Dargen D’Amico ed Ermal Meta, considerati gli unici a spingersi oltre le solite dinamiche di coppia.
Perché Elettra Lamborghini è stata definita “la più pop di tutti”?
È stata valutata positivamente per leggerezza, giochi linguistici e omaggio a Raffaella Carrà, collocandosi “ai margini della sufficienza” ma in senso virtuoso.
Le parolacce nei testi di Sanremo 2026 sono davvero diminuite?
Sì, secondo Lorenzo Coveri rispetto all’anno scorso le volgarità sono pochissime: “un S, due F e poco altro” complessivamente.
Qual è la fonte delle dichiarazioni sull’analisi dei testi di Sanremo?
Le valutazioni di Lorenzo Coveri provengono da un’intervista al Corriere, ripresa e rielaborata dall’articolo originale pubblicato su Biccy.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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