Lugano capitale della cultura punta su Como alleanza strategica che cambia il destino culturale del Lago di Como
Indice dei Contenuti:
Alleanza transfrontaliera con Como e Varese
Lugano formalizza una strategia transfrontaliera coinvolgendo Como e Varese, dopo mesi di attriti istituzionali, per rafforzare la corsa alla “Capitale svizzera della Cultura 2030”. L’asse include anche Locarno e Mendrisio, con l’obiettivo di integrare programmazione culturale, reti museali e turismo di fascia alta tra bacino del Ceresio e del Lario.
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Il vicesindaco Roberto Badaracco definisce il sostegno di Como e Varese “un valore aggiunto”, segnalando la disponibilità a progetti congiunti tra istituzioni culturali per ampliare pubblico, produzione e residenze artistiche. L’apertura di Alessandro Rapinese a un dialogo operativo attenua le frizioni con Michele Foletti e rilancia una cooperazione su eventi e circuiti espositivi.
L’alleanza punta su interoperabilità di programmazioni, mobilità transfrontaliera per il pubblico e promozione unificata, mirando a sinergie economiche e d’immagine. Focus su co-curatele, scambi di artisti, digitalizzazione dei cataloghi e co-branding turistico, per consolidare l’area come polo culturale italo-svizzero.
FAQ
- Qual è l’obiettivo dell’alleanza? Creare una piattaforma culturale transfrontaliera a supporto della candidatura di Lugano.
- Chi sono i partner principali? Le città di Lugano, Como, Varese, con il coinvolgimento di Locarno e Mendrisio.
- Quali benefici attesi? Aumento pubblico e investimenti, rete di eventi condivisa, maggiore attrattività turistica.
- Quali progetti sono previsti? Co-curatele, scambi artistici, residenze, promozione integrata e circuiti museali congiunti.
- Come cambia il rapporto Como-Lugano? Da frizioni a collaborazione operativa su cultura e turismo di qualità.
- Chi ha dichiarato il “valore aggiunto” dell’intesa? Il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco.
- Fonte giornalistica? Sintesi basata su dichiarazioni riportate dal Corriere del Ticino.
Candidatura di Lugano alla capitale culturale 2030
Lugano ufficializza la corsa a “Capitale svizzera della Cultura 2030”, puntando su un profilo che coniuga creatività, innovazione e qualità della vita, con ricadute economiche attese sull’intera area del Ceresio. La candidatura si innesta su un progetto congiunto che coinvolge Locarno e Mendrisio, aperto alla collaborazione operativa con Como e Varese per ampliare offerta, pubblico e reti culturali.
Il “derby” interno con Bellinzona resta un passaggio sensibile: il vicesindaco Roberto Badaracco ha riconosciuto che lo scontro si sarebbe potuto evitare, ma rivendica la solidità del dossier costruito su coproduzioni, residenze e promozione integrata. L’alleanza transfrontaliera è presentata come leva competitiva per distinguersi in ambito nazionale e intercettare flussi turistici di alta gamma.
La strategia punta a una regia unica dei progetti, all’interoperabilità tra istituzioni e alla valorizzazione dei tratti comuni con Como, inclusi servizi premium e circuiti museali. L’obiettivo è posizionare Lugano come hub culturale svizzero aperto alla pluralità linguistica, con un calendario di eventi capaci di attrarre artisti e pubblico da tutto il Paese e di generare esternalità positive per i partner.
FAQ
- Cosa prevede la candidatura di Lugano? Un progetto integrato con Locarno e Mendrisio, aperto a Como e Varese.
- Quali sono i punti di forza? Creatività, innovazione, qualità della vita e cooperazione transfrontaliera.
- Che ruolo ha Bellinzona? È la principale rivale ticinese nella stessa competizione.
- Perché l’alleanza è strategica? Offre massa critica, pubblico allargato e promozione unitaria.
- Quali ricadute attese? Rafforzamento del turismo culturale e nuove produzioni artistiche.
- Chi sostiene il valore dell’intesa? Il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco.
- Fonte giornalistica citata? Riferimenti e dichiarazioni riportati dal Corriere del Ticino.
Tempistiche, giuria e città rivali
La roadmap prevede la visita della giuria a marzo e la decisione finale a giugno, con un anno di programmazione dedicata alla città prescelta e benefici estesi ai partner del progetto. La designazione privilegia centri con almeno 20 mila abitanti e un’alternanza tra le quattro regioni linguistiche svizzere per garantire equilibrio nazionale.
La commissione è composta da 10 esperti provenienti da cultura, economia e media, incaricati di valutare solidità del dossier, capacità di produzione, impatto territoriale e sostenibilità delle partnership. L’analisi include reti istituzionali, governance dei progetti, qualità curatoriale e accessibilità per pubblici diversi, con attenzione alle ricadute economiche.
Nel panorama dei concorrenti figurano, per la Svizzera italiana, Bellinzona, che fronteggia Lugano in un confronto interno ad alto profilo. Per l’area tedesca sono in lizza Aarau, Sciaffusa, Thun e Zugo, città dotate di infrastrutture culturali consolidate e piani di programmazione pluriennale. La competizione si gioca su visione, alleanze e capacità di attrarre pubblico nazionale.
FAQ
- Quali sono le scadenze principali? Visita della giuria a marzo, decisione a giugno.
- Chi compone la giuria? Dieci esperti di cultura, economia e media.
- Quali criteri di valutazione pesano di più? Solidità del progetto, impatto territoriale, qualità curatoriale e governance.
- Qual è il requisito demografico? Città con almeno 20 mila abitanti.
- Quali città rivali sono in gara? Bellinzona; per la Svizzera tedesca Aarau, Sciaffusa, Thun e Zugo.
- È prevista un’alternanza linguistica? Sì, per equilibrare le quattro regioni linguistiche.
- Fonte giornalistica? Informazioni rielaborate da contenuti del Corriere del Ticino.




