Svizzera seleziona 2.999 specie prioritarie per la conservazione: la lista che cambia l’agenda ambientale
Indice dei Contenuti:
Criteri di selezione delle specie prioritarie
Svizzera ha definito una “Lista delle specie prioritarie” composta da 2.999 taxa per i quali il Paese assume una responsabilità particolare di conservazione. Lo strumento, giuridicamente vincolante, è stato annunciato dal WSL per indirizzare in modo mirato risorse limitate e coordinare azioni tra Confederazione e cantoni. La selezione si basa su criteri stringenti che combinano stato di minaccia e obblighi internazionali assunti dal Paese.
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Una specie è considerata prioritaria quando soddisfa due condizioni cumulative: è presente nelle liste rosse delle specie minacciate e ricade nell’ambito degli impegni di tutela che Svizzera ha a livello internazionale. In un contesto con circa 56.000 specie registrate, oltre 10.000 risultano a rischio, rendendo necessario un filtro di priorità per massimizzare l’efficacia delle misure.
La classificazione integra inoltre il concetto di responsabilità nazionale: massima nel caso di specie endemiche e significativa per quelle con distribuzione limitata alla Svizzera e ai Paesi confinanti. Il criterio include anche taxa che svolgono un ruolo di connessione tra popolazioni frammentate, come vari muschi, licheni e funghi, per preservare il flusso genetico e la resilienza ecologica.
Responsabilità svizzera per endemismi e specie parzialmente endemiche
La responsabilità della Svizzera è massima per gli endemismi: taxa presenti solo sul territorio nazionale, la cui estinzione comporterebbe la scomparsa globale. Rientrano in questa categoria piante come la ruta delle nevi e insetti quali il carabide del Blüemlisalp, identificato nel 2014, che impongono interventi mirati su habitat alpini e subalpini.
Accanto agli endemismi stretti, il Paese assume un ruolo centrale anche per le specie parzialmente endemiche, condivise con i vicini. Esempi sono la genziana insubrica e la marchantia stellata di Breidler, la cui conservazione richiede cooperazione transfrontaliera e gestione coordinata di siti ecologicamente contigui.
La priorità si estende a taxa “ponte” che mantengono la connettività tra popolazioni isolate, in particolare tra muschi, licheni e funghi. La tutela di queste specie, spesso trascurate, supporta il flusso genetico e stabilizza reti trofiche in paesaggi frammentati, fungendo da indicatore della qualità ambientale e dell’integrità degli ecosistemi.
FAQ
- Qual è il ruolo della Svizzera per le specie endemiche?
Garantire la sopravvivenza globale di taxa presenti solo sul territorio nazionale. - Cosa sono le specie parzialmente endemiche?
Specie condivise con Paesi confinanti per cui la Svizzera ha responsabilità elevata. - Perché muschi, licheni e funghi sono prioritari?
Perché collegano popolazioni frammentate e stabilizzano ecosistemi. - Quali esempi di specie citate?
Ruta delle nevi, carabide del Blüemlisalp, genziana insubrica, marchantia stellata di Breidler. - Come si tutela la connettività ecologica?
Proteggendo corridoi, microhabitat e siti chiave transfrontalieri. - Chi coordina le azioni di conservazione?
Confederazione, cantoni e centri nazionali dati, con supporto del WSL. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Notizia ispirata a Keystone-SDA tramite SWI swissinfo.ch.
Minacce principali e implicazioni per la conservazione
La perdita e la frammentazione degli habitat restano la pressione dominante: torbiere e aree umide mostrano un calo netto di qualità e superficie, con impatti diretti su numerose specie di moorland. In contesti urbani e rurali, specie come i rondoni, i balestrucci e i chirotteri faticano a trovare siti di nidificazione e rifugi a causa di ristrutturazioni edilizie e chiusura di cavità.
Nei paesaggi agricoli, la semplificazione delle siepi e la perdita di filari riducono la connettività, penalizzando mammiferi come puzzole e ghiri, che dipendono dai corridoi vegetali per spostarsi tra nuclei residui. Anche molti muschi, licheni e funghi risentono della frammentazione, che interrompe il flusso genetico e indebolisce la resilienza delle popolazioni.
Sul piano operativo, la lista vincolante consente di dirigere fondi e sforzi verso habitat chiave, interventi su edifici per favorire i siti di nidificazione e ripristini di siepi e margini. Le implicazioni includono piani d’azione specie-specifici, tutela dei microhabitat prioritari e cooperazione tra Confederazione, cantoni e proprietari.
Le misure privilegiano ripristino di zone umide, gestione adattativa di foreste e prati, e infrastrutture verdi per continuità ecologica. Il coordinamento con paesi confinanti è essenziale per le popolazioni transfrontaliere, mentre il monitoraggio standardizzato guida l’allocazione efficiente delle risorse e la verifica dei risultati.
FAQ
- Qual è la minaccia principale alle specie prioritarie?
La perdita e la frammentazione degli habitat, in particolare torbiere e aree umide. - Perché gli edifici incidono su uccelli e chirotteri?
Ristrutturazioni e chiusure di cavità eliminano siti di nidificazione e rifugio. - Qual è il ruolo delle siepi nella conservazione?
Funzionano da corridoi per specie come puzzole e ghiri, migliorando la connettività. - Quali interventi sono prioritari?
Ripristino di zone umide, infrastrutture verdi, protezione di microhabitat e adeguamenti edilizi. - Come si supportano muschi, licheni e funghi?
Riducendo la frammentazione, proteggendo siti umidi e substrati idonei. - Chi coordina l’attuazione delle misure?
Confederazione, cantoni e centri dati, con indirizzo tecnico del WSL. - Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
Notizia ispirata a Keystone-SDA via SWI swissinfo.ch.




