Farmaco dimagrante scatena dramma inaspettato: madre di mezza età precipita in un vortice di sintomi devastanti

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Prende un farmaco per dimagrire e rischia di morire: i sintomi della madre 42enne, dai dolori addominali ai danni neurologici
La corsa al dimagrimento che finisce in terapia intensiva
La storia di Kellen Oliveira Bretas Antunes, 42 anni, madre e assistente amministrativa in Brasile, inizia con l’acquisto online di una capsula “brucia‑grassi” chiamata Lipoless, venduta senza prescrizione e priva di approvazione delle autorità sanitarie. Nel giro di tre giorni dall’assunzione, la donna ha sviluppato violenti dolori addominali, nausea e sintomi compatibili con una possibile intossicazione da farmaci, tanto da richiedere un accesso immediato al pronto soccorso. I sanitari hanno inizialmente parlato di intossicazione acuta e l’hanno dimessa con terapia sintomatica domiciliare.
Il quadro clinico, però, è rapidamente peggiorato: la paziente ha iniziato ad avvertire formicolii alle estremità, marcata debolezza muscolare e difficoltà a stare in piedi, fino ad arrivare a problemi respiratori che hanno imposto un nuovo ricovero. La sua famiglia, sconvolta, ha raccontato che in pochi giorni la donna è passata da una vita attiva a una quasi impossibilità di muoversi autonomamente. Il caso, ricostruito da Fanpage.it sulla base di fonti locali, è diventato simbolo dei rischi legati ai dimagranti non controllati.
Dai dolori addominali ai danni neurologici
Durante il secondo ricovero, i medici hanno effettuato esami neurologici approfonditi e test di conduzione nervosa, arrivando alla diagnosi di sindrome di Guillain‑Barré, patologia autoimmune rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi periferici. Il decorso è stato caratterizzato da rapida progressione: perdita di forza agli arti inferiori, estensione ai muscoli delle braccia e coinvolgimento dei muscoli respiratori, con rischio concreto di insufficienza respiratoria. Le convulsioni e le complicanze neurologiche hanno imposto monitoraggio continuo in reparto ad alta intensità di cura.
La paziente ha iniziato un percorso di cure complesso, con immunoterapia, fisioterapia respiratoria e riabilitazione neuromotoria, oltre al supporto di logopedisti per le difficoltà di deglutizione e di fonazione. I medici hanno stimato un tempo minimo di recupero di 12 mesi, con esiti ancora incerti sulla completa restitutio ad integrum. Il caso, rilanciato anche dal portale G1, ha alimentato il dibattito sulla correlazione tra sostanze non certificate e l’innesco di gravi reazioni autoimmuni.
Allarme sanitario sui dimagranti non controllati
L’endocrinologo Márcio Lauria, interpellato da G1, ha sottolineato che i prodotti importati illegalmente o commercializzati senza autorizzazione possono contenere principi attivi non dichiarati, dosaggi imprecisi e contaminanti tossici. L’assenza di certificazioni ufficiali priva i consumatori di qualsiasi garanzia su sicurezza, tracciabilità e reale efficacia dimagrante. Secondo gli specialisti, il marketing aggressivo sui social e la promessa di risultati rapidi favoriscono l’uso impulsivo di capsule “brucia‑grassi”, spesso percepite come semplici integratori.
Le società scientifiche ricordano che qualunque farmaco per il controllo del peso deve essere prescritto da medici, dopo valutazione clinica di obesità, comorbilità e stili di vita, e sempre all’interno di un percorso strutturato. Gli esperti invitano a diffidare di prodotti privi di autorizzazione dell’ente regolatorio nazionale e a segnalare alle autorità sanitarie siti e canali che vendono dimagranti non registrati. L’esperienza di Kellen viene ora utilizzata da associazioni e familiari come monito pubblico contro scorciatoie pericolose per la salute.
FAQ
D: Che tipo di prodotto aveva assunto la donna?
R: Una capsula dimagrante chiamata Lipoless, venduta come “brucia‑grassi” senza prescrizione e senza approvazione delle autorità.
D: Quali sono stati i primi sintomi sospetti?
R: Forti dolori addominali, nausea e segni compatibili con un’intossicazione, comparsi entro pochi giorni dall’assunzione del prodotto.
D: Perché è stata poi ricoverata nuovamente?
R: Per il peggioramento del quadro clinico, con debolezza muscolare progressiva, disturbi neurologici e difficoltà respiratorie.
D: Che cos’è la sindrome di Guillain‑Barré?
R: È una malattia autoimmune rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi periferici, causando formicolii, debolezza e, nei casi gravi, paralisi.
D: Quanto può durare il percorso di riabilitazione?
R: Gli specialisti indicano almeno 12 mesi di fisioterapia, logopedia e controlli neurologici, con tempi variabili a seconda della risposta alle cure.
D: Perché i dimagranti non controllati sono così rischiosi?
R: Perché possono contenere sostanze non dichiarate, dosaggi imprevedibili o contaminanti in grado di danneggiare fegato, sistema nervoso e cuore.
D: Cosa raccomandano gli endocrinologi?
R: Di usare farmaci dimagranti solo su prescrizione medica, dopo valutazione completa, e di evitare prodotti privi di autorizzazione ufficiale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del caso?
R: La vicenda è stata ricostruita da Fanpage.it sulla base delle cronache e delle interviste pubblicate dai media brasiliani, tra cui G1.




