Bff Bank crolla in Borsa sotto indagine da Banca d’Italia, Procura di Milano e Consob

La crisi di Bff Bank e l’impatto su mercato e vigilanza
Bff Bank, specializzata nell’anticipo fatture verso la pubblica amministrazione, è finita contemporaneamente sotto l’attenzione di Banca d’Italia, Procura di Milano e Consob, con un conseguente crollo in Borsa di circa il 64% da inizio anno. La combinazione di ispezioni, rilievi sulla qualità del credito e revisione delle politiche di remunerazione ha innescato una crisi di fiducia che va oltre il singolo titolo e solleva interrogativi sul trattamento dei crediti verso lo Stato nell’attuale quadro regolamentare europeo. In questo contesto, la banca ha ribadito la “piena collaborazione con le autorità”, ma il mercato sconta ancora forte incertezza su redditività futura, dividendi e capacità di gestione del rischio.
Per investitori istituzionali e retail il caso rappresenta un test importante sul funzionamento dei presìdi di vigilanza e sull’affidabilità di un modello di business basato quasi integralmente sui crediti commerciali verso la pubblica amministrazione.
Il crollo in Borsa e la reazione del mercato
La perdita del 64% di capitalizzazione a Piazza Affari riflette il repricing di un profilo di rischio ritenuto fino a poco tempo fa relativamente contenuto. Il mercato sta incorporando l’impatto degli accantonamenti straordinari, il rischio di ulteriori interventi regolamentari e l’incertezza sui dividendi futuri.
Gli investitori istituzionali guardano alla sostenibilità del modello di business di Bff Bank in un contesto in cui la vigilanza richiede classificazioni più severe e maggior capitale a copertura del rischio di credito, anche verso la pubblica amministrazione.
Il ruolo di Banca d’Italia, Procura di Milano e Consob
Banca d’Italia ha avviato ispezioni approfondite sulla qualità dei crediti e sui meccanismi di remunerazione del top management, mentre la Procura di Milano e la Consob analizzano, con angoli diversi, eventuali profili di rilevanza penale e di tutela del mercato.
La convergenza di più autorità sullo stesso intermediario è un segnale di severità regolamentare e, al contempo, un banco di prova per la capacità della banca di ristabilire fiducia attraverso trasparenza informativa, rafforzamento della governance e adeguamento rapido alle richieste della vigilanza.
Il modello di business di Bff Bank e il nodo dei crediti verso lo Stato


Bff Bank è focalizzata sull’acquisto e sull’anticipo di crediti vantati da aziende fornitrici della pubblica amministrazione, un segmento percepito come a bassissimo rischio di insolvenza grazie alla controparte pubblica. L’evoluzione della normativa europea in materia di default ha però imposto un ripensamento strutturale di questa impostazione: non basta più la sola natura “pubblica” del debitore per considerare trascurabile il rischio di perdita, soprattutto in caso di ritardi di pagamento sistematici.
La banca ha quindi dovuto ridisegnare modelli di accantonamento, politiche di classificazione dei crediti e parametri interni di rischio, con impatto diretto su margini, capitale e prospettive di distribuzione dei dividendi.
Come funziona l’anticipo fatture alla pubblica amministrazione
Il core business di Bff Bank consiste nel rilevare o anticipare crediti commerciali vantati da imprese nei confronti di enti pubblici, offrendo liquidità immediata a sconto. La banca incassa in seguito dalla pubblica amministrazione, trattenendo il margine tra prezzo di acquisto del credito, commissioni e costo della provvista.
Questo modello garantisce volumi elevati e, in condizioni normali, bassi tassi di perdita attesa, ma è sensibile alla disciplina dei pagamenti dello Stato, ai tempi di incasso e all’evoluzione dei criteri regolamentari di classificazione del rischio.
La nuova definizione europea di default e i suoi effetti
Con l’applicazione della nuova definizione europea di default, ritardi strutturali nei pagamenti oltre soglie temporali e quantitative prestabilite comportano una classificazione più severa dei crediti e maggiori accantonamenti.
Per Bff Bank ciò ha significato rivedere la valutazione dei crediti verso la pubblica amministrazione, incrementando il capitale assorbito e riducendo la capacità di distribuire utili. La revisione delle politiche di rischio ha innescato un processo di “pulizia” di bilancio che il mercato sta ancora cercando di prezzare correttamente.
L’ispezione di Banca d’Italia e la nuova pulizia di bilancio
Dopo una prima ispezione avviata nel 2023, Banca d’Italia aveva imposto a Bff Bank la sospensione del dividendo, rilevando criticità nella classificazione dei crediti e nei meccanismi di remunerazione dell’allora CEO Massimo Belingheri. Adeguatasi alle richieste della vigilanza, la banca aveva ottenuto nel novembre 2025 il via libera alla ripresa della distribuzione di utili.
Il sollievo del mercato è però durato poco: sul finire del 2025 Via Nazionale ha avviato un nuovo ciclo ispettivo, ancora in corso, che ha portato a ulteriori interventi sulla qualità del portafoglio crediti e sulla struttura degli accantonamenti.
Dalla sospensione dei dividendi al via libera del 2025
La decisione di bloccare la distribuzione dei dividendi è stata una misura tipica di vigilanza prudenziale, mirata a preservare capitale interno durante la fase di correzione delle politiche di rischio e dei sistemi di incentivazione manageriale.
Nel 2025, a valle degli adeguamenti richiesti e del rafforzamento dei presìdi di controllo, Banca d’Italia ha autorizzato il ritorno al dividendo, interpretato dal mercato come segnale di normalizzazione; un segnale rivelatosi però temporaneo alla luce delle successive verifiche ispettive.
Accantonamenti straordinari e stime riviste per il 2026
A inizio febbraio Bff Bank ha comunicato una nuova “pulizia” di bilancio, con revisione approfondita del portafoglio crediti e accantonamenti straordinari significativi. Questa operazione ha comportato un taglio delle stime di utile per il 2026 e la necessità di ricalibrare aspettative su redditività e politica dei dividendi.
Per gli investitori ciò implica scenari più prudenti sulla crescita del business, mentre per la banca è un passaggio obbligato per riallinearsi alle richieste della vigilanza e tentare di ricostruire credibilità presso mercato e autorità.
FAQ
Chi è Bff Bank e quale attività principale svolge
Bff Bank è un istituto specializzato nell’acquisto e nell’anticipo di crediti commerciali vantati da imprese fornitrici della pubblica amministrazione, offrendo liquidità immediata in cambio delle fatture.
Perché Bff Bank è sotto la lente delle autorità italiane
La banca è oggetto di approfondimenti da parte di Banca d’Italia, Procura di Milano e Consob per verificare qualità del credito, correttezza delle classificazioni contabili, politiche di remunerazione e trasparenza verso il mercato.
Cosa ha causato il crollo del titolo Bff Bank in Borsa
Il forte ribasso a Piazza Affari è legato a ispezioni, accantonamenti straordinari, revisioni al ribasso delle stime di utile e timori su dividendi futuri, che hanno alimentato sfiducia tra gli investitori.
Qual è il ruolo di Banca d’Italia nel caso Bff Bank
Banca d’Italia esercita la vigilanza prudenziale: ha condotto ispezioni, imposto la sospensione dei dividendi, richiesto correzioni nella classificazione dei crediti e avviato un aggiornamento ispettivo tuttora in corso.
Perché i crediti verso la pubblica amministrazione non sono più considerati a rischio nullo
La nuova definizione europea di default richiede di considerare ritardi sistematici e superamento di soglie oggettive come segnali di rischio, imponendo accantonamenti maggiori anche quando il debitore è pubblico.
Che impatto hanno gli accantonamenti straordinari sul bilancio di Bff Bank
Gli accantonamenti straordinari riducono l’utile, assorbono capitale e costringono a rivedere le stime di redditività futura e la capacità di erogare dividendi, incidendo sulla valutazione del titolo.
Come si è evoluta la posizione di Bff Bank sui dividendi
Dopo la sospensione decisa da Banca d’Italia, la banca ha ottenuto nel novembre 2025 il via libera alla ripresa dei dividendi, prima di dover affrontare un nuovo ciclo ispettivo e ulteriori pulizie di bilancio.
Qual è la fonte principale delle informazioni su Bff Bank analizzate qui
Le informazioni sintetizzate in questo articolo derivano dall’analisi del pezzo originale a firma di Francesco Bertolino pubblicato su Corriere della Sera – sezione Economia.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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