Programmare le caratteristiche genetiche dei figli: il figlio perfetto si compra online

«Cara facciamo un bambino?»
Non buttare via soldi per comprare contenuti effimeri sui social media. ==> LEGGI QUI perchè.
ISCRIVITI ORA USANDO IL CODICE – SWISSBLOCKCHAIN10 – PER AVERE LO SCONTO DEL 10% SUL BIGLIETTO DI INGRESSO! ==> CLICCA QUI!
«Sì, amore, però che sia femmina, con la pelle chiara e gli occhi verdi come mia madre».
«D’accordo, ma che sia anche bionda, magra, portata per gli sport di resistenza e forte in matematica».
«Va bene, entriamo in 23andMe e prenotiamola subito!».
Questa conversazione non si è mai svolta e molti (me compresa) si augurano che mai possa avere luogo.
Eppure, immaginarsi una coppia (o un single) alle prese con la programmazione di un figlio a colpi di click non è mai stato così vicino ad essere cosa reale.
La notizia ha fatto il giro dei media in questi giorni: la società 23andMe (23 è il numero dei cromosomi che ogni genitore trasmette ai figli), creata nel 2008 da Anne Wojcicki, ex-moglie del co-fondatore di Google Sergey Brin, ha brevettato un metodo di “selezione del donatore di gameti basata su calcoli genetici”. In altre parole un sistema per programmare le caratteristiche genetiche dei figli.
Tra il dire e il fare, per fortuna, c’è di mezzo la natura che (per ora) non è così facilmente pilotabile, tanto che la società in questione sul suo sito attualmente propone ai futuri genitori soltanto di “giocare” a calcolare le caratteristiche familiari che la prole potrebbe ereditare. Un gioco che, tuttavia, non tranquillizza più di tanto.
La storia insegna che, prima o poi, le difficoltà tecniche trovano il modo di essere risolte, perciò è opportuno ragionare fin da ora sulle implicazioni pratiche e morali che l’eugenetica “fai da te” potrebbe comportare.
Il desiderio del figlio perfetto, intelligente, bello, atletico e immune a malattie mi ricorda le applicazioni che usa mia figlia sull’Ipad per creare le sue modelle virtuali. Prima si sceglie colore e forma degli occhi, i capelli la pelle e poi si vestono e si truccano a piacimento. Alla fine le più belle sono quasi sempre tutte uguali.
Se l’invenzione della 23andMe permettesse davvero di “ordinare” online i figli su misura, non mi stupirei di vedere schiere di bambini a immagine e somiglianza di Violetta o degli One Direction (per citare due idoli dei giovanissimi di oggi che saranno genitori domani) e nemmeno la nascita di comparatori di tariffe eugenetiche:
«Tesoro, la società X fa un tre per due. Paghi gli occhi azzurri e i capelli biondi e ti regalano l’immunità ai tumori. Che dici?»
«Lo fa anche la XY e in più ti garantisce novant’anni di vita senza malattie cardiache. Mi sembra più conveniente».
Impossibile? Una parola che sta cadendo in disuso. Resta solo il buon senso, e l’umanità ha spesso dimostrato di averne poco.
Sostieni Assodigitale.it nella sua opera di divulgazione
Grazie per avere selezionato e letto questo articolo che ti offriamo per sempre gratuitamente, senza invasivi banner pubblicitari o imbarazzanti paywall e se ritieni che questo articolo per te abbia rappresentato un arricchimento personale e culturale puoi finanziare il nostro lavoro con un piccolo sostegno di 1 chf semplicemente CLICCANDO QUI.