Milano meglio di Milano. Cinque pezzi facili. Va in onda la cultura.

Allo Spirit de Milan, nel cuore della Bovisa, in un complesso di straordinaria potenza evocativa, è andata in onda la cultura. Argomento: “Milano meglio di Milano. Cinque pezzi facili”.
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Milano meglio di Milano? Forse. Milano ha fatto molto in questi ultimi anni. Ma si può fare meglio e di più. Almeno così sostengono i Radicali nel loro programma cittadino.
1 – METROPOLITANA: Metro ad Arte, per rendere le fermate stazioni di un viaggio nella creatività, nell’arte, architettura e design. Per ogni stazione un progetto. Una visione. Un artista contemporaneo. Coltiviamo bellezza e identità, come fanno a Stoccolma, Bruxelles, Bilbao, Lisbona, Napoli, Mosca.
Nella capitale del Design la M1 di Albini, Compasso d’Oro nel 1964, che dovrebbe essere protetta come qualunque capolavoro, è stata scempiata senza ritegno, quando universalmente gli è stato riconosciuto il titolo di “Opera sociale più importante del XX secolo”. La nuovissima M5, è un trionfo di alienante bruttezza, a tratti ricorda il peggiore degli ospedali. Forse chi l’ha progettata concepisce la città come una diffusa astanteria e i cittadini dei malati.
2 – MOSTRE ITINERANTI: Avere più sedi per la stessa mostra permette di ammortizzare gran parte dei costi fissi, ripartendo le spese tra i vari enti ospitanti, generando ricavi che possano essere reinvestiti in nuovi progetti. Un esempio: in occasione del semestre di EXPO2015 è stata prodotta la prima esposizione in assoluto dedicata a Giotto con 14 opere di sicura attribuzione, per la prima volta, riunite in un’unica sede.
Dopo quella agli Uffizi del 1937, in occasione 600esimo anniversario della morte, quella promossa da Milano, insieme al suo innovativo allestimento curato da Mario Bellino, farà scuola. Per realizzarla è stato investito più di 1 milione di euro. 190mila sono stati i visitatori in 3 mesi di apertura. Questi numeri danno da soli la misura di quale occasione si sia persa.
3 – PIATTAFORMA UNICA: Una Milano che si disegna intorno a te con un semplice click.Una piattaforma unica, georeferenziata e responsive, concepita secondo le più moderne tecnologie, facile da usare e soprattutto intelligente. Capace di conoscere i tuoi gusti, farti delle proposte a seconda del tuo profilo, aiutarti a scoprire beni ed eventi culturali intorno a te, con la possibilità di accedere a servizi correlati, come alloggi, ristorazione, servizi commerciali. In questo modo, da una parte si favorisce l’incontro fra domanda e offerta, dall’altra si riduce la dispersione dell’informazione, frammentata nei mille rivoli del web.
La concentrazione delle piattaforme in una sola permette di ridurre i costi, di promuovere con più efficacia l’offerta culturale e divulgare con maggior efficienza il patrimonio storico artistico culturale e paesaggistico di Milano in Italia, in Europa e nel mondo.
4 – BAGNI PUBBLICI: Una città con servizi pubblici per tutti è una città più civile, attenta e solidale.Parigi ne ha 400 con sito dedicato, Londra 601 segnalati da un’App, Berlino una fitta rete a prezzo fisso di €0,20. Milano? Nessuno. Eppure in passato ne aveva, 20 di cui 7 sotterranei, oggi tutti chiusi e abbandonati. La solita boutade elettorale? Niente affatto. E lo dimostra il World Toilet Day, una giornata mondiale dedicata a questa emergenza sanitaria. L’igiene del corpo è l’igiene della mente. E in fondo i primi li abbiamo inventati noi, duemila anni fa: i Vespasiani.
5 – PIAZZE & PAVÈ: Largo alle piazze! A Milano sono spesso occupate dalle macchine. Liberiamole dai posteggi. Una piazza è come un albero, crea benessere per i cittadini e fa bene alla città. Tuteliamo la pavimentazione in pietra, funzionale alla lotta contro il surriscaldamento e l’inquinamento.
A Milano ci sono quasi 800 mila metri quadri di strade in pietra che rischiano di venire eliminate, sacrificate alla “ragione” della sicurezza e dell’economia. Togliere il pavé significa cancellare l’identità cittadina, ignorarne la storia e deturparne la bellezza. Il pavé di Milano è come i suoi tram: un segno distintivo che la rende unica al mondo.
Ma perché volete modificare le stazioni della Metropolitana, se avete appena detto che la M1 di Albini è un capolavoro?
“La linea M1 non si tocca” ribadisce Manuela Alessandra Filippi “Anzi, nel mio progetto dovrebbe essere ripristinata com’era, senza nessun altro intervento se non un restauro che la riporti allo stato originario, con le migliorie necessarie per adeguarla alle mutate necessità. Sono le altre stazioni che dovrebbero venir rivisitate…”.
E conclude: “Lo scorso marzo, in occasione delle Giornate di Primavera del FAI, ho aperto la Casa dello Zecchiere dove Città nascosta Milano ha la sua sede.
Fin dalle prime ore si era formata una lunga fila. E così è stato tutto il fine settimana. Mettendomi nei loro panni, non amando le code, ho pensato che la via migliore per mitigare il disagio fosse raccontargli una storia.
Così ho fatto. Qualcuno dopo mi ha scritto che era stato un vero peccato che la coda fosse durata così poco. E in molti mi hanno chiesto: perché non si candida, noi la voteremmo senz’altro!”.
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