Huawei accusata di spionaggio per conto del governo cinese, arriva la smentita ufficiale dell’azienda

Le prime notizie in proposito risalgono alla secondà metà di luglio, anche se da diverso tempo l’idea di essere spiati attraverso l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche si è insinuata in ognuno di noi. Ma in questo caso non si tratta del privato. Si parla di spionaggio vero e proprio, di quello da fare invidia ai migliori film hollywoodiani!
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Sotto accusa la Huawei, una delle prime aziende mondiali produttrici di smartphone, che viene indicata come ente che utilizza le proprie competenze tecnologiche per accedere alle informazioni dei dispositivi di comunicazione occidentali per venderle poi al proprio governo.
Pronta la risposta della Huawei che assicura di non aver mai offerto informazioni nè di aver mai collaborato con il proprio governo ma di occuparsi solo di IT. Anche se, dall’altro lato, le notizie arrivano proprio dalla CIA che evidenzia la vicinanza della Huawei con il governo cinese e con il suo esercito.
E quasi a conferma della completa estraneità alle accuse, la Huawei si pone come portavoce dell’importanza del miglioramento degli standard internazional in materia di sicurezza cibernetica, come viene evidenziato anche sul sito dell’azienda.
E d’altro canto, sul Wall Street Journal, il capo della divisione sicurezza aziendale ha evidenziato che “non c’è nessun vantaggio nel fatto che Huawei si migliori in materia di sicurezza se nessun altro nell’ecosistema in cui opera si muova nello stesso senso”.
Come dire che a lavorare da soli su un campo così complesso non ci guadagna nessuno, ma ci vuole una sana e leale concorrenza.
Ma intanto il dubbio che intenzionalmente siano state introdotte backdoor in apparecchiature prodotte in Cina e utilizzate da militari occidentali oramai è sorto e non si può far finta di niente. E mentre noi comuni mortali possiamo anche sorridere all’idea che la realtà ancora una volta sembri superare la finzione, è evidente che alle alte sfere politiche e militari siano tutti alquanto allarmati.
Forse Huawei è davvero innocente e non è interessata a spiare i militari né i civili occidentali, ma cosa succederebbe se non lo fosse? O se qualche altra azienda pensasse di passare dalle parole ai fatti? Gli equilibri economici, politici e militari tra le nazioni sembrano essere oggi più che mai precari. E le telecomunicazioni sono chiaramente l’obiettivo più facile per dare inizio ad un vero e proprio spy game!
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