Garante Privacy nel mirino: indagato Stanzione, l’ombra dei servizi di Report accende lo scandalo
Indice dei Contenuti:
Perquisizioni e indagini sulla sede del garante
Guardia di Finanza in azione negli uffici del Garante per la Privacy a Roma, nell’ambito di un’inchiesta della Procura capitolina che coinvolge il presidente Pasquale Stanzione e l’intero collegio dell’Autorità. Le perquisizioni sono coordinate dall’aggiunto Giuseppe De Falco e hanno portato al sequestro di telefoni cellulari e computer.
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Nel registro degli indagati figurano, oltre a Stanzione, i componenti Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. L’attività investigativa si concentra su spese di rappresentanza e su procedure sanzionatorie considerate opache.
All’origine del fascicolo, i servizi di Report su presunte anomalie nella gestione economica e su decisioni ritenute non trasparenti, come l’assenza di una sanzione sostanziale per Meta sul lancio degli smart glasses Ray-Ban Stories. Il conduttore Sigfrido Ranucci conferma l’avvio delle verifiche e gli interrogatori negli uffici dell’Autorità.
Accuse di peculato e corruzione ai vertici dell’autorità
La Procura di Roma ipotizza i reati di peculato e corruzione a carico del presidente Pasquale Stanzione e dei componenti Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Il fascicolo, coordinato dall’aggiunto Giuseppe De Falco, contesta rimborsi per spese non inerenti al mandato e l’uso di auto di servizio per fini estranei all’ufficio.
Tra le utilità oggetto d’indagine figurano tessere “Volare Classe Executive” dal valore unitario di 6 mila euro, che sarebbero state ricevute in correlazione a condotte omissive nei confronti di Ita Airways. Secondo l’ipotesi accusatoria, il Collegio avrebbe applicato una sanzione solo formale nonostante irregolarità riscontrate nel trattamento dati.
Nel capo d’imputazione si segnala inoltre la presunta opacità su spese di rappresentanza, inclusi acquisti riconducibili al presidente Stanzione, e la mancata irrogazione di una sanzione significativa a Meta per i Ray-Ban Stories. L’importo complessivo del peculato contestato resta da quantificare, con accertamenti estesi a dispositivi e documentazione acquisiti dalla Guardia di Finanza.
Reazioni politiche e richieste di dimissioni
Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai definiscono le perquisizioni al Garante per la Privacy un colpo grave alla credibilità dell’istituzione. Citano le spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta sui Ray-Ban Stories come elementi che minano la fiducia nel Collegio.
I parlamentari Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato accusano i vertici di restare “aggrappati alle poltrone” e di esporre l’Autorità al pubblico ludibrio. Chiedono una scelta di “igiene istituzionale”.
Le richieste convergono su un punto: dimissioni immediate dell’intero Collegio, per tutelare il prestigio della funzione e il rispetto dei cittadini, alla luce dell’indagine in corso della Procura di Roma.
FAQ
- Chi sono gli indagati? Il presidente Pasquale Stanzione e i componenti Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza.
- Quali reati vengono ipotizzati? Peculato e corruzione, con sequestri di dispositivi operati dalla Guardia di Finanza.
- Cosa contesta la Procura? Rimborsi per spese non istituzionali, uso improprio di auto di servizio e utilità come tessere “Volare Classe Executive”.
- Perché è citata Meta? Per la presunta mancata sanzione sostanziale sui Ray-Ban Stories dopo rilievi su privacy.
- Qual è la posizione del M5S? Chiede le dimissioni immediate del Collegio del Garante per salvaguardare la credibilità dell’Autorità.
- Da cosa nasce l’indagine? Dalle segnalazioni emerse nei servizi di Report e dalle verifiche della Procura di Roma.
- Qual è la fonte giornalistica citata? I servizi e le dichiarazioni del programma Report di Rai3, menzionati da Sigfrido Ranucci.




