Come sopravvivere alla crisi dell’editoria: Google punta sull’informazione di qualità (su carta)

L’ultima copia del New York Times sarà pubblicata tra trent’anni? Neanche per sogno. La previsione di Philip Meyer è sbagliata. Parola di Google.
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Il gigante di Mountain View, per bocca del top manager Eric Schmidt, si è detto convinto che la stampa di qualità – tra cui può essere annoverato al primo posto proprio la signora in griglio di New York – vivrà ancora a lungo.
Insomma: nessun prodotto del web andrà a sostituire quel frutto di artigianato quotidiano che è un quotidiano. “Continueremo a vedere molta carta stampata. Ed è un bene perchè i marchi di qualità sono sempre più importanti in un mondo dove le fonti informative sono diventate tantissime”, ha detto Schmidt al seminario “Tra giovani, web e informazione di qualità” organizzato dall’Osservatorio permanente dei giovani editori.
Proprio questa grande offerta di notizie, nel lungo tempo, dovrebbe portare il mercato a preferire i media capaci di dare un’informazione migliore: più completa, più veritiera, più vicina alle esigenze del pubblico. Per questo, la qualità, alla fine, farà la differenza. E salverà i giornali. Rendendoli complementari all’informazione della Rete.
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